Istituto G.B. Taylor: “Abitavamo in Via delle Spighe 2…”

APPENDICE
Assunta Bonomo e Gemma Di Ioia

Marzia Morucci, figlia di Gemma Di Ioia e nipote di Assunta Bonomo, avendo letto il nostro Album-Ricordi, ci ha contattato e si è offerta di condividere alcune foto appartenute a sua nonna e sua madre, scattate durante il loro soggiorno al Taylor. Troverete qui di seguito foto risalenti agli anni Quaranta-Cinquanta e alcune notizie che riguardano Assunta e sua figlia Gemma.

ASSUNTA BONOMO

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Assunta Bonomo nel giardino del Taylor

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Assunta Bonomo alla finestra del guardaroba del Reparto Maschile

Marzia ha scritto quanto segue:

“Nonna, con mamma e zio Antonio scappò dal suo paese, Ripabottoni (CB), subito dopo la guerra, lasciando un marito violento e ubriacone che fra le altre cose non sopportava il fatto che fosse diventata protestante e frequentasse la chiesa battista di Ripabottoni”.

Mia nonna si era sposata a 17 anni con Antonio Di Ioia, A Ripabottoni vivevano nella casa cantoniera del paese che ancora c’è e soffrirono il freddo, la fame e la violenza del marito. Mia madre difese sempre nonna dal padre e fu picchiata molte volte.
Un suo lontano parente, Giuseppe Colucci (detto Giosino), era l’anziano della comunità evangelica di Ripabottoni (si battezzò nel 1932). Nonna andava da lui e si confidava. La frase che diceva più spesso era “ ho letto tanti libri, ma tra tutti il libro più bello è la Bibbia”.
Assunta chiese a Giosino aiuto per scappare e Giosino scrisse al pastore Vincenzo Veneziano, Direttore dell’Istituto G.B.Taylor, che la aiutò pagandole il biglietto e facendo in modo che avesse un lavoro di guardarobiera nella sezione maschile dell’Istituto. Nonna riuscì a scappare con soli 2 figli, Gemma di 12 anni e Antonio il più piccolo. Il secondo, Giambattista, rimase con il padre fino a che nonna non riuscì a portarlo via.
Mia nonna ha sempre amato tutti i suoi bambini del Taylor che considerava come se fossero stati suoi figli. Li ricordava tutti e mi raccontava le loro storie. Tutti i bambini del Taylor le hanno mostrato riconoscenza. L’ho visto dalle dediche scritte dietro le foto.
In età avanzata fu ospite della Casa di Riposo che fu costretta a lasciare all’inizio degli anni 90 per l’aumento della retta (quando l’amministrazione divenne solo italiana).
Morì il 31/8/2005 a novanta anni ricordando sempre i suoi bambini con un amore profondo. Donò la decima fino alla fine, inclusi i suoi risparmi, per aiutare altre persone come lei sofferenti nella vita.
Assunta è morta, come mia mamma Gemma, a San Martino al Cimino, frazione di Viterbo, paese di origine di papà Luigi. Sono nel cimitero del paesino.
È stata un esempio per me, come mia mamma, per la sua generosità e capacità di donare amore senza pretendere nulla in cambio”.

Assunta è stata una donna coraggiosa, pronta ad affrontare l’ignoto, buon esempio per tutte le donne che ancora oggi non riescono a ribellarsi ad una sorte ingiusta che le priva della loro libertà.
Ci rattrista sapere che alla soglia della vecchiaia non abbia potuto continuare a rimanere ospite della Casa di Riposo del Taylor che invece di aiutarla ed accoglierla, come era nei principi della sua fondazione, le ha chiesto una retta che Assunta non poteva permettersi e di fatto costringendola a lasciare il Taylor.

GEMMA DI IOIA

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1948 – Da destra: Gemma Di Ioia con Elisa e Matilde Avellino nel giardino del Taylor

Lettera di Marzia (Settembre 2017)

Ciao a tutti,
sono Marzia. Il mio vero nome è Marsilia, come quello di nonna era Domenica e quello di mamma Antonia. È una tradizione un po’ strana. Sono una delle due figlie di Gemma e Luigi. Non so se avete conosciuto il mio papà. Anche lui lavorava alla Mila. Ora che mamma non c’è più ho iniziato a riguardare le foto e a cercare di recuperare tutti i ricordi di mamma e nonna. Posso dirvi che nonna Assunta vi ha amato tutti ed ha conservato tutte le vostre foto, credo anche quella di Gennaro quando è entrato in marina, ma non sono sicura. Il problema è che la maggior parte di queste foto riguarda tanti bambini che non conosco. Ho già chiesto a Mirella di aiutarmi inviandole delle foto via email, ma potreste farlo anche voi? Io vivo e lavoro a Firenze ma potrei venire a Roma all’Istituto per incontrarvi, parlare di nonna e mamma, di voi e vedere insieme le foto per condividere i ricordi e pubblicarli come una piccola parte della storia dell’Istituto. Anche io ho passato tanti anni lì con nonna che viveva nella Casa di Riposo, alla Scuola Domenicale, con Michelle, la figlia di Betsy e Debora, la figlia del pastore Pavoni. Entravo dalla porticina di Via del Grano dietro il mercato, urlavo “ciao Rocco!!!”, che era sempre in falegnameria, e correvo da nonna aspettando mamma.
Allora ci vediamo se abitate a Roma come detto da te Gennaro? Organizziamo? Rimaniamo in contatto? Io spero veramente di si!
Mirella, Elisa, Gennaro grazie! Mi fate sentire meno triste.

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Gemma Di Ioia

Elisa Avellino: Ciao Marzia. Mi dispiace molto per la perdita della tua cara mamma. Per noi bambine più piccole Gemma era la sorella maggiore . Io sono Elisa la bambina vicino a tua madre accanto c’è mia sorella Matilde . Ho di tua madre un bellissimo ricordo di grande affetto perché eravamo in famiglia una grande famiglia . Ti stringo in un grande abbraccio affettuoso Elisa ❤⚘

Gennaro Gelao: Ciao Gemma… Hai voluto seguire Rocco che è partito poco prima di te. Sei stata sempre viva nel mio cuore e la cosa che ricordo di più, perché per me è stata molto bella e ne fui felice perché ti volevo molto bene, quando seppi che Nicola Myckaniuk ti fece entrare alla MILA. E te andasti ed anch’io poco dopo, settembre 1953, mi arruolai nella Marina Militare come fece anche Armando Puppio mentre Tullio Malarby lo fu per leva. Ora saluto Marzia che avrei piacere di conoscerla per vedere se mi ricorda la mamma. Sapevo di Assunta Bonomo, una grande lavoratrice e quante scale mi ha fatto lavare, ma lei sempre insieme, ma non sapevo di Antonio, il piccolo che ha preso la via dove un giorno tutti ci incontreremo….ciao Marzia. Non so dove abiti, ma se sei dalle parti di Roma penso che tornerò di nuovo al Taylor cosa che ogni tanto faccio. Amo il Taylor, amo gli amici del Taylor. Grazie. ❤️ 🌺Gennaro Gelao
· 29 settembre alle ore 16:17

ANTONIO DI IOIA

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COLLABORATORI DEL TAYLOR

Angelo Santamaria e il trenino di Centocelleass8

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1947 a destra Nicola Myckaniuk saluta Angelo Santamaria e lascia il Taylor per andare a lavorare alla Mila

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L’istitutore Angelo Santamaria

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Da sinistra Rocco Natale, (?), Giuseppina Panis

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Fiore Puppio
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L’istitutore Marcello Pitta

 

 

Giochi all’aperto

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Gemma Di Ioia

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Gemma Di Ioia e Rocco Natale

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Da sinistra: Angelo Santamaria, Assunta Bonomo, Ignazia

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A destra Gemma Di Ioia

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Rocco Natale e Angelo Santamaria giocano a bocce

1948 – BAMBINI ACCOLTI AL TAYLOR DOPO LA GUERRA
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Pasquale Danzi col cane Spot

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