GASPARE ASPRINO RICCI

Pastore evangelico battista  

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Gaspare Asprino Ricci nasce a Manoppello (Pescara) il 22 maggio 1880.

Dopo aver compiuto gli studi teologici presso un seminario cattolico, si converte al protestantesimo e viene battezzato.

Il suo ministerio pastorale si svolge a Venezia, Firenze, Altamura, Napoli e Roma.

Nel 1934 viene eletto Vicepresidente  del primo direttivo italiano dell’Opera Battista  e successivamente Presidente.

Nel 1968 viene inaugurato l’Ospedale Evangelico “Villa Betania” a Napoli, una istituzione da lui ispirata e fortemente voluta.

Dopo un periodo di lunga emeritazione a causa di una malattia, è deceduto a  Roma  il 10 ottobre 1975.

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Seconda Fila: Il primo a destra Asprino Ricci. 

Durante il suo ministerio  ad  Altamura (27 luglio 1919-7 luglio 1929) fonda un Circolo di Cultura Religiosa, che aveva soprattutto lo scopo di evangelizzare i giovani.

Apre inoltre un Asilo Infantile “Italia Redenta” e una Sala di cucito per ragazze.

Trasferitosi a Napoli nel 1929 per prendere  la guida della chiesa battista di Via Foria, dà  vigore alla comunità  distribuendo opuscoli in città e si adopera  all’ evangelizzazione  predicando in pubblico e pubblicando la rivista: “La Verità Evangelica”,

Dà inoltre vita ad una casa materna e ad un ambulatorio medico.

Nell’immediato dopoguerra, vista la situazione sanitaria disperata nella città di Napoli dove molti abitavano nelle grotte e non avevano alcuna assistenza sanitaria, il pastore Ricci ebbe l’idea di aprire un ambulatorio medico nei locali della chiesa battista di Via Foria. Trovò subito un aiuto da parte del dr. Teofilo Santi  e di altri giovani medici che offrirono assistenza sanitaria in determinati orari della settimana .

Il pastore Ricci si adoperò in seguito affinché anche altri pastori evangelici di Napoli si associassero in questa impresa aprendo altri ambulatori  di assistenza medica nei locali delle proprie chiese. Partecipò inoltre attivamente alla raccolta di fondi che nel 1968 permisero l’apertura  dell’Ospedale Evangelico “Villa Betania”.

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La posa della prima pietra dell’Ospedale Evangelico “Villa Betania”

Primo a sinistra: Pastore Asprino Ricci

Purtroppo, come spesso avviene, il suo nome non viene menzionato  nella storia dell’Ospedale, ma noi non dobbiamo dimenticare l’opera del pastore Ricci , uno degli evangelizzatori più attivi nel periodo dei primi centocinquanta anni del battismo in Italia.

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Il pastore Ricci invoca la benedizione del Signore sull’Ospedale Evangelico di Napoli “Villa Betania” finalmente realizzato.

Testimonianza di Mercedes Campennì-Ricci nuora del pastore Ricci e membro della Chiesa Battista di Napoli-Via Foria, all’epoca in cui Asprino Ricci era Pastore.

(Marzo 2007)

Al pastore Prisinzano, trasferitosi a Roma, successe a Napoli il pastore Asprino Riccidi formazione e carattere assai diverso. Per quanto riservato e tranquillo il pastore Prisinzano, pur altrettanto attivo, espansivo e determinato il pastore Ricci.

Proveniva da Altamura (Bari), dove aveva lavorato con impegno nel settore che l’ambiente gli permetteva, occupando gli spazi possibili.

L’evangelizzazione infatti trovava poca rispondenza nella costituzione di quell’ambiente chiuso per pregiudizi formalistici. Pertanto operò molto nel campo sociale, dando vita ad una scuola materna evangelica, ad organizzazioni anche per adulti, senza lasciarsi fermare da nulla.

A Napoli ci faceva lui la scuola domenicale, curò personalmente il circolo dei giovani, organizzando qualche recita, qualche gita ogni anno, accompagnandoci sempre. Così noi avevamo l’opportunità di frequentarci e di stringere amicizie nello stare insieme.

Eravamo assidui nella frequenza della scuola domenicale o dei culti. E non dimenticherò mai che se per qualche malessere, mancavo qualche domenica, in quell’epoca in cui non c’era ancora il telefono nelle nostre case, il pastore il lunedì successivo era già venuto di persona a prendere notizie della mia salute.

Quando con la seconda guerra mondiale, vennero meno alla nostra opera battista i proventi americani, il pastore Ricci non esitò a trasferire la famiglia dalla comoda casa che abitavano agli scomodi locali che affiancavano la chiesa di via Foria, pur di contribuire al risparmio delle spese della nostra Opera. Ed appena a Napoli ci si sentì liberati dal giogo della dittatura, organizzò nelle piazze culti all’aperto, testimonianze ed evangelizzazioni, tanto da attirare su di sé anche reazioni violente da un pubblico che da decenni era disabituato alla libera parola, e meno che mai alla libera predicazione.

Pubblicò un giornale “La Verità Evangelica” che portò avanti a lungo.

Organizzò un ambulatorio nei locali accessori alla chiesa di Via Foria, dove il dr. Teofilo Santi offrì la sua assistenza in determinati orari della settimana – con grande generosità.  

Animò l’ambiente evangelico delle altre denominazioni di Napoli perché si erigesse un nostro ospedale nella zona. Ed ho in bella mostra una fotografia che testimonia la sua presenza e la sua partecipazione mentre eleva al Signore una preghiera di ringraziamento e di aiuto, quando fu messa la prima pietra di quell’ospedale. Ma quando, dopo tempo, l’Ospedale è stato fatto, nessuno ha più ricordato chi ne fosse stato l’ideatore ed il promotore, ed ogni merito è stato attribuito ad altri. 

Egli fu eletto presidente dell’Opera, mentre il pastore Manfredi Ronchi ne era il segretario. E segretario dell’Opera Battista in quegli anni duri il pastore. Ronchi lo è stato a lungo, divenendo la colonna portante del battismo italiano.

Credo che quello sia stato il periodo più fertile e più determinante della vita della nostra denominazione evangelica; periodo eroico, durante il quale i nostri pastori intraprendevano la loro missione come una specie di lotta contro ogni ostacolo che impedisse la loro testimonianza di fede”.

Il pastore Ricci nel 1953 viene trasferito a Roma  per guidare la chiesa battista di Roma – Via Urbana.                                           

Testimonianza di Samuele Berio

Chiesa Battista di Roma – Via Urbana – Cenni storici

Al Pastore Veneziano, chiamato a Rivoli nel 1953 come Rettore della Scuola Teologica, subentrò il Pastore A.G. Ricci, uomo di fede ed efficace evangelizzatore. Di lui ricordiamo “la stima che si era guadagnato per l’entusiasmo col quale affrontava l’opera di evangelizzazione mediante prediche in pubblico, con opuscoli e col giornale “La Verità Evangelica”, specie nel dopoguerra.

Si dedicò con ammirevole zelo alla cura della Comunità di Via Urbana raccogliendo copiosi frutti con una messe di battesimi. La fratellanza che aveva saputo apprezzare il suo valore spirituale ed intellettuale non poté godere a lungo del suo ministerio. Per sopraggiunte infermità fisiche fu collocato a riposo”.

 

 

 

 

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