Festa dei “Nonni e Nipoti” all’Istituto G.B.Taylor

Festa dei “Nonni e Nipoti” all’Istituto G.B.Taylor
(In occasione della Festa del 19 dicembre 2015)
Forse non tutti conoscono come e quando siano iniziatate le feste dei “Nonni e Nipoti” che tuttora si celebrano presso l’Istituto G.B.Taylor di Roma.
Tutto iniziò quando nel 1949 un vecchietto di nome Michele bussò alle porte del Taylor, in via delle Spighe.
Avevamo conosciuto Michele qualche anno prima, durante la guerra, un giorno che bussò alla nostra abitazione in Piazza in Lucina per offrirci un grosso sacco pieno di pane raffermo, avanzi ottenuti dai soldati tedeschi. Fu un miracolo perché in quel periodo della guerra eravamo rimasti veramente senza cibo. Mia mamma cucinò questo pane, facendolo bollire a lungo per disinfettarlo, pane benedetto che sfamò Michele, noi e anche i sei bambini che allora erano gli unici ospiti dell’Orfanotrofio G.B.Taylor, di cui mio padre, il pastore Vincenzo Veneziano, era direttore. Michele tornò più volte con il suo sacco pieno di pane e sempre nei momenti in cui ne avevamo più bisogno, ma forse in quel periodo il bisogno era continuo. In vista di questi “miracoli” fu da noi soprannominato “Arcangelo Michele”. Finita la guerra, Michele non si fece più vivo.
Era passato molto tempo dall’ultima volta che l’avevamo visto. Forse non ci aveva più trovati in Piazza in Lucina, giacché non abitavamo più lì essendoci trasferiti all’orfanotrofio, che nel frattempo si era ingrandito fino ad ospitare una sessantina di bambini. Ma come già detto, nel 1949 ci venne a trovare. Questa volta era a mani vuote, molto affamato ed infreddolito. Chiese di essere ospitato. Aveva bisogno di un posto dove riposare.
Dapprima mio padre gli disse che non poteva ospitarlo in un istituto per bambini. Michele rispose che invece di stare nell’edificio dove c’erano i bambini, sarebbe stato felicissimo di poter dormire nella chiesa. E perché no! Michele fu accolto al Taylor e fatto dormire nell’interno della chiesa e lui scelse di sistemarsi in un piccolo vano sotto il campanile. La cosa interessò molto i bambini che cominciarono e vedere in lui un nonno bisognoso di aiuto e il mistero di Michele che viveva in un campanile era davvero affascinante. D’altra parte Michele aveva sempre una parola buona e un sorriso per loro.
Possiamo definire Michele il primo anziano ospite dell’Istituto G.B.Taylor. Fu ospitato per un breve periodo perché presto morì, ma fu questo commovente episodio a spingere mio padre a cominciare ad assistere anche gli anziani e a fondare la Casa di Riposo. A quei tempi, come conseguenza della sciagurata guerra da poco terminata, molti anziani vivevano in condizioni disperate e aiutare almeno alcuni di loro era un atto dovuto, anche se i mezzi per farlo non erano facili da trovare. L’idea di mio padre, molto innovativa per i tempi, era di affiancare ai bambini del Taylor dei nonni che li avrebbero trattati come nipoti e viceversa.
La cosa non fu ben accolta dal Foreign Mission Board, fu anzi considerata assurda e fu molto contrastata, ma il pastore Veneziano non si fece intimorire e appoggiato fortemente dal pastore Manfredi Ronchi, allora responsabile dell’Opera battista Italiana, andò avanti con il suo progetto. La fortuna volle che fu messo in vendita un terreno confinante con il Taylor, in Via del Grano. Si trattava di un piccolo terreno in vendita a un prezzo irrisorio. Mio padre senza indugi non esitò ad acquistarlo e fu così che nei primissimi anni Cinquanta l’Opera Battista Italiana, di propria iniziativa e in disaccordo con il Foreign Mission Board, costruì in economia una palazzina dove furono ospitati i primi anziani delle chiese evangeliche battiste italiane. Nacque così la Casa di Riposo dell’Istituto G.B.Taylor.
Ogni domenica, quando gli anziani e i bambini si incontravano in chiesa per il culto domenicale e poi mangiavano insieme nel refettorio, era la festa “dei nonni e dei nipoti”. La festa “Nonni e Nipoti” ha continuato ad essere celebrata fino ai nostri giorni, anche se in altro modo e con diverse scadenze, grazie alla perseveranza degli amici del Taylor e alla benedizione del Signore.

Mirella Veneziano

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